Realtà aumentata @ Social Media Week Rome


Realtà aumentata @ Social Media Week Rome

L’ultimo evento della Social Media Week a cui ho partecipato è stato il panel Augmented Reality, futuro e realtà, organizzato da DiScienza.

La realtà aumentata consiste in uno strato di informazioni sovrapposto in tempo reale alla realtà ripresa da una telecamera. Le informazioni possono essere testo, filmati, modelli in 3D. Wikipedia dà una buona definizione. Il video che potete vedere qui sotto, girato durante il panel, traduce il tutto in pratica.

Questo il programma, con i relatori dell’incontro

– Esperienze di realtà aumentata: Carlo Maria Medaglia/Amedeo Perrone del CATTID dell’Università La Sapienza

– Layar, applicazioni e vantaggi: Christian Ghiron del Ministero Beni e Attività Culturali

– Geotracks, musica e realtà aumentata: Paolo Bragaglia di Acusmatiq

– REFF, editoria e realtà aumentata: Salvatore Iaconesi di FakePress

– Marketing: Andrea Bellezza di OnScreen Communication

Per me che seguo da un po’ lo scenario della realtà aumentata c’era poco di nuovo, ma do atto a DiScienza di aver organizzato un incontro che ha offerto una panoramica completa di quelle che sono le possibilità attuali e future della realtà aumentata, dalle applicazioni spettacolari del marketing (vedi il video), a progetti, per me più interessanti, come la valorizzazione dei beni culturali e l’utilizzo della realtà aumentata per progetti artistici e di studi sociali e antropologici.


I panelist dell’incontro

Mi soffermo su questi ultimi due aspetti facendo una premessa. William Gibson, l’autore di fantascienza padre del cyberpunk, descrive quella che è a tutti gli effetti un’applicazione di realtà aumentata già nel 2004, nel suo libro Guerreros. Lì la chiama “arte locativa”. Nel libro statue e dipinti virtuali, a volte fotorealistici, a volte totalmente astratti, vengono collegati a un luogo preciso dello spazio. Fruitori dotati del necessario equipaggiamento, un rilevatore GPS per la posizione, un computer portatile, degli occhiali per la realtà virtuale, possono vedere queste opere sovrapposte allo spazio reale.

Oggi tutto questo è possibile usando uno smartphone, che già contiene tutta la tecnologia richiesta per questo tipo di esperienze.

Grazie all’impegno di persone come i ragazzi di Fakepress, che hanno realizzato il progetto REEF e agli sforzi di Christian Ghiron del MiBAC, che ha introdotto un interessante progetto di ricostruzione in realtà aumentata del Colosseo e dei Fori Romani, questa tecnologia può uscire dalla nicchia del “cool trick” di marketing e diventare uno strumento per il miglioramento della vita dell’uomo, sul piano pratico e culturale. Facendo evolvere, cioè, i concetti già tracciati da Gibson nel suo libro del 2004, che lui a sua volta era riuscito a rilevare tra le pieghe di movimenti artistici e tecnologici sotterranei, ma vitali.