Settimana 253


Ho appena finito di leggere SVK di Berg.
E’ un fumetto scritto da Warren Ellis su un oggetto che permette di vedere cose altrimenti invisibili. Il fumetto viene venduto con una torcia a raggi ultravioletti che permette di vedere cose stampate sulle pagine altrimenti invisibili. L’eleganza di questa soluzione non ha bisogno di commenti.
Un commento rapido lo faccio sulla storia. E’ buona, non eccezionale. Ma la cosa interessante è che è un tipo di storia che è nell’aria, molto attuale, una storia che vuole essere raccontata. E’ un po’ come Matrix nel 1999: c’erano tutte queste pulsioni nell’aria e i fratelli Wachowski sono stati i primi, e forse gli unici, che sono riusciti a fondere queste ispirazioni sparse in una storia coerente ed efficace.
SVK non è il nuovo Matrix, ma riconosco la strada intrapresa, una strada aperta da William Gibson con la Trilogia Bigend: storie contemporanee in cui viene utilizzata tecnologia esistente al massimo delle sue potenzialità, con l’occasionale aggiunta di elementi fantatecnologici. Elementi che però, più ancora che nel cyberpunk degli anni ’80, sembrano dietro l’angolo. E probabilmente, qualcuno nel make movement sta pensando a come realizzarli.
Questo mi ricorda che voglio imparare a usare un saldatore e studiare qualcosa sui circuiti elettrici.
Ah, naturalmente SVK è un altro esempio di come sia possibile produrre testi su carta non replicabili in digitale.

Vi avevo parlato dei progetti RACE e LAVANDA. RACE è partito. E’ quello in cui siamo parte dell’ingranaggio complessivo. L’idea è buona, l’esecuzione pure. Darà soddisfazioni.

Su LAVANDA stiamo ancora definendo i dettagli. C’è un primo progetto di massima, con programma e budget già pronto e secondo me buono, ma penso si possa fare qualcosa di meglio. E qui chiedo il vostro aiuto. Devo organizzare un evento a Milano, orario brunch (da metà mattina a metà pomeriggio). Mi servono un locale ampio con due aree separate per due gruppi, che si riuniranno nella seconda parte dell’evento. Catering. Realizzazione di video: riprese della giornata da suddividere in segmenti e un video istituzionale in studio o nella location stessa.
Se avete idee o contatti fatevi vivi.

E ora, i link della settimana.

Mi ricollego a SVK e alla tecnologia esistente sfruttata al massimo delle sue potenzialità con questo: un inventore giapponese ha creato un drone volante usando parti che possono essere reperite in normali negozi di elettronica e modellismo.

Poi parliamo di gamification, la nuova buzzoword del marketing. A me che sono cresciuto giocando con videogiochi, boardgame e giochi di ruolo puzza un po’, ma ancora osservo da vicino senza dare le mie opinioni. Ian Bogost, progettista, studioso e critico di videogiochi ha osservato e commentato, lapidario, gamification is bullshit. Linko il suo intervento senza commentare, perché io ancora sto elaborando la mia posizione. Però una voce critica in mezzo a tanti entusiasti della gamification mi pare utile.

Infine, un interessante articolo del Guardian in cui ci si interroga sugli usi e sui nuovi significati delle parole in seguito ai tumulti avvenuti a Londra nei giorni scorsi.