“Find a crew, find a job, keep flying”


Settimana quieta, questa: mentre i meccanismi messi in moto in precedenza hanno funzionato con le rotelle che giravano producendo un confortevole ronzio, altri semi sono stati gettati. Porteranno frutto? E quale? Vedremo.

Mentre scrivo queste righe ho due tab del browser aperte davanti a me.
Su Facebook una vecchia amica commenta così il mio messaggio di ben ritrovata: “Che bello! Bella risposta piena di entusiasmo! Meno male che FB non è popolato solo da depressi!”
Sul New York Times vengono riportate le riflessioni del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke sul fatto che i consumatori americani sono depressi più del necessario. Nel senso che hanno ottime ragioni per essere depressi, ma non così tanto depressi. Tutti i modelli basati su studi dei modelli di comprtamento economici indicano che in un momento come questo bisognerebbe aumentare collettivamente le spese per far ripartire l’economia. Invece consumatori e aziende mostrano i segni di un trauma e questo li rende eccessivamente cauti: pessimisti. Sto anche leggendo un buon commento a quell’articolo.

Una volta inventai la “sorrisoterapia”. Dissi a un’amica che passava un brutto periodo di mettersi davanti allo specchio e sorridersi. Sarebbe stata meglio. Con me funziona. Ho questa tendenza a scoprire l’acqua calda ed entusiasmarmene.

Ogni tanto ricevo curricula da neolaureati alla ricerca di un posto di lavoro, accompagnati da lettere piene di entusiasmo. Mi chiedo quanti di loro ce l’abbiano fatta. Spero tutti.

Viviamo in un periodo pesante e senza entusiasmo, fiducia, ottimismo e sorrisoterapia è difficile andare avanti. Senza la capacità di mettersi in gioco, la fiducia che spinge a correre rischi e la capacità di entusiasmarsi per quel che facciamo, è difficile andare avanti. Sia che uno lavori per conto suo, come me, sia che sia un dipendente. Bisogna agire come imprenditori di se stessi: ottimismo, voglia di fare di più, fiducia, entusiasmo.

Io al liceo, quando frequentavo quell’amica, non ero ottimista o entusiasta. Ero più il tipo “ascolto musica dark, leggo Hesse, ho un umore funereo, morirò a diciotto anni.” Non so perché i miei compagni di liceo non mi picchiassero almeno una volta al giorno. Dovevo essere insopportabile.
Poi qualcosa è cambiato ed eccoci qui.

Mi rendo conto che sto scrivendo un post navel gazing che sembra avere poco o nulla a che fare coi temi legati al lavoro che tratto di solito. Ma senza l’atteggiamento positivo descritto in questo post navel gazing non ci sarebbe lavoro di cui parlare.

Ogni tanto parlando con amici e collaboratori dico che il mio lavoro è lo stesso di Sheldon di Big Bang Theory, lo stesso di Sherlock Holmes: sapere tutto e metterlo in relazione. Il mio vero lavoro è non perdere mai la speranza ed essere sempre entusiasta, solo così riesco ad arrivare in fondo a trattati sullo stato del traffico nelle città dell’India settentrionale o a tomi sulla storia della teoria dell’informazione (leggetelo questo, vi cambia la vita), letti al termine di una giornata di lavoro, e trovarli entusiasmanti.

Una volta che c’è l’entusiasmo, fare questo mestiere con soddisfazione è facile.
Altrimenti avrei continuato a lavorare da dipendente, no?

“Find a crew, find a job, keep flying”

Link della settimana.
Perché abbiamo bisogno di un nuovo approccio alla narrativa digitale?. Per una serie di buoni motivi, come potete leggere.

– Cos’è un Thomasson? Secondo l’artista e scrittore giapponese Akasegawa Genpei sono quei manufatti urbani inutilizzati, ma che vengono mantenuti nel tessuto urbano anziché venire rimossi. Una forma di iper-arte creata dalla città stessa. Genpei ne ha scritto molto, i suoi scritti, con le segnalazioni dei lettori, sono stati raccolti in un libro e questo libro è finalmente disponibile in inglese. Qui il book trailer, qui la pagina del progetto.