Twitter for Robots


Ho fatto questo.
Si tratta di uno strumento che traduce i tweet in QR Code, rendendoli leggibili da un occhio elettronico, da una macchina. Nel video qui sotto lo vedete in funzione sul mio Kindle, usato come un discreto schermo secondario.

Twitter for Robots from Andrea Nicosia on Vimeo.

L’ispirazione viene da due articoli di BERG: The Robot Readable World e Clocks for Robots. Vi consiglio di leggerli. Sono interessanti e troverete le mie motivazioni.

La domanda, ovviamente è: perché? Che scopo ha? Qual è la sua funzione?
Non ho risposte, è un campo tutto da sperimentare: secondo me è meglio fare e poi pensare, piuttosto che stare fermi a teorizzare.
Una critica sicuramente valida è la stessa che trovate tra i commenti di Clocks for Robots: perché sovrapporre visione umana e visione robotica? Serve un umano che indirizzi la visione robotica verso il QR Code. Per rendere un robot più autonomo si possono sfruttare gli altri modi di vedere che ha a disposizione, sensi diversi dai nostri: radio, bluetooth, Wi Fi. Vedete per esempio Wi Fi Camera.
Il mio prototipo ha sicuramente un vantaggio: ci permette di verificare subito che il tweet che vede un umano e quello che vede un robot è lo stesso.
E poi è uno spunto di riflessione: quando un device come Google Glass sarà diffuso come oggi sono diffusi i cellulari, sarebbe utile fornire elementi visuali destinati al device? Che possano essere visti e analizzati senza che l’utente ci faccia caso?
E’ un punto di partenza, non d’arrivo: da qui iniziano le riflessioni per sfruttare lo strumento che ho creato io, per crearne altri che magari non utilizzano i QR Code, ma qualche altro senso esclusivo delle macchine.

Il mio prototipo ha altri due vantaggi, del tutto personali. Il primo è che, a quanto ne so, nessuno ci aveva pensato prima. Ho fatto qualcosa di unico. Wow!
Il secondo è che l’ho fatto da solo, verificando di nuovo, dopo i tempi dei primi siti in PHP, che ha ragione Cory Doctorow quando fa dire al protagonista di X (Little Brother in originale) che tutti dovrebbero programmare almeno una volta, provare l’ebrezza di far fare a una macchina quello che vogliono loro.

Sono molto curioso di conoscere i vostri commenti, le vostre critiche e le vostre idee.