Grandi azioni per migliorare la città


La settimana scorsa ho parlato di piccole azioni per migliorare la città.

Poi martedì ho dovuto prendere l’auto per tre volte e in tre quartieri diversi ho avuto difficoltà a parcheggiare: la mattina a Prati ho rinunciato, il pomeriggio a Piazza Pio XI ho ceduto alla doppia fila, la sera a Piazzale Appio sono riuscito a trovare un posto dopo mille giri.

Poi giovedì c’è stato l’acquazzone di cui si parlerà ancora a lungo (a oggi il trasporto pubblico non è ancora tornato operativo al 100%).

Qui si tratta di problemi grandi, infrastrutturali, di mancanze e omissioni a partire dal governo della città a salire.

Viene da chiedersi: davanti a fallimenti simili, cosa possiamo fare noi con le nostre piccole azioni? Il guerrillia gardening può regalare un po’ di verde a una strada, ma che senso ha se poi alla prima pioggia forte della stagione la strada diventa un canale e i vasi vengono spazzati via?

Il car sharing è una grande soluzione per ottimizzare gli spostamenti, ma a che serve se durante il giorno in un quartiere di uffici e negozi non è possibile parcheggiare neppure una automobile?

Viene da scoraggiarsi, viene da chiedersi chi ce lo fa fare.

Invece sono questi fallimenti della gestione dall’alto della città che devono incoraggiare una soluzione dal basso. Una soluzione condivisa, tecnologica, che non si sostituisce alle istituzioni, perché alcune funzioni di gestione e organizzazione della città è giusto che siano in mano alle istituzioni. Ma permetta di farle funzionare meglio.

Penso ad esempio all’informazione. Un’iniziativa di informazione dal basso che spiega esattamente e in parole semplici cosa e perché non funziona, come funzionano le cose altrove, come altri hanno risolto i problemi può portare una maggiore consapevolezza nella principale azione dal basso che abbiamo in mano: il voto.

Il voto è come il tifo calcistico. Non solo da noi. Ma questo è un atteggiamento sempre meno accettabile. Abitudine, disinformazione, pigrizia, confirmation bias sono tutti fattori che rendono complicato dare al voto un significato di mozione di fiducia o sfiducia.

Capite quindi che parlare di progetto informativo dal basso non vuol dire (solo, ad esempio) mettere online un sito e pubblicare notizie. E’ uno sforzo molto maggiore. Se questo sforzo non viene fatto diventa impossibile poter dire attraverso il voto “tu, proprio tu, hai sbagliato e mi hai deluso per questo, questo e questo motivo. Le tue scuse non sono accettate”.

Penso alla gestione del traffico e dei parcheggi. Questi non sono due problemi, sono aspetti del problema più ampio della mobilità urbana pubblica e privata: è un sistema di cui sono elementi mezzi pubblici, mezzi privati, ritardi degli autobus, mancanza di parcheggi, traffico. E tutti questi elementi influenzano l’un l’altro. Ritengo sia possibile un intervento dal basso, sotto forma di volontariato, di associazione, di società. Ritengo indispensabile fare molta attenzione a come ogni soluzione abbia un effetto anche sugli altri elementi del sistema.

Insomma, ritengo che queste due disastrose giornate di vita cittadina non debbano scoraggiare chi vuole migliorare la situazione, facendolo sentire impotente. Ritengo anzi che siano state la lampante dimostrazione che c’è molto da fare e c’è molto spazio per chi abbia una buona idea e soprattutto la buona volontà per realizzarla.