Si può sempre fare meglio 1


Apofonia: formare connessioni arbitrarie tra eventi non collegati tra loro, trovare uno schema dove non ce n’è alcuno.
Ve lo dico perché dopo aver scritto e riscritto di QR Code un amico mi ha parlato del progetto di supporto al turismo che intende proporre al comune del piccolo capoluogo di provincia in cui si è trasferito da poco.

Ok, avrete già indovinato, ma ve lo dico lo stesso: piazzare dei QR Code presso i maggiori monumenti e luoghi di interesse turistico della città, che rimandino alle pagine del sito sul turismo cittadino, con la descrizione di quei luoghi.
Perché non funziona? Perché se il problema è dare maggiori informazioni al turista, non ha senso ideare un sistema di cui possono beneficiare solo pochi turisti. Nello specifico quelli che
– possiedono uno smarthphone,
– con una qualche opzione per la navigazione che non li sveni ogni volta che accedono a internet,
– che sanno cosa sia un QR Code,
– che abbiano installato un software per la lettura dei QR Code.

Bella nicchia ristretta, eh?
Gli ultimi due punti sono di facile soluzione: “basta” una campagna informativa che dica ai turisti che ci sono i QR Code e di installare un software per leggerli. I primi due sono insormontabili: se lo smarthphone non ce l’ho, non ce l’ho. E poveri quei turisti stranieri che usano internet in roaming internazionale.
Una soluzione simile va bene solo per gli sviluppatori, perché è facile: basta sviluppare una versione mobile del sito e stampare i marker con i link alle varie pagine (notate come non ho affrontato il discorso delle varie lingue).
il giorno dopo, durante un viaggio in metropolitana, ho pensato a una soluzione e ho scritto al volo un’email al mio amico:

La cosa che vuoi fare tu non funziona coi qr codes. O meglio, funziona, il deploy è facile, ma non ne usufruisce nessuno.

Devi usare dei lettori con e-ink tipo kindle, che i turisti noleggiano all’ufficio del turismo, alberghi, etc.

Il lettore ha i dati memorizzati nella memoria interna. Legge i tag RFID posizionati nei vari luoghi e visualizza le info. Le info sono prese dal sito del comune (ancora non so come sincronizzarle, probabilmente RFID anche per questo).
L’utente può dire al lettore di inviargli per email le pagine visualizzate, così sì costruisce un album dei ricordi (volendo e attrezzandosi si può anche pensare a una stampa).
Il lettore ha anche mappa della città, mappa dei trasporti, indicazione dei luoghi di intrattenimento. Magari anche coupon.

Vai su http://www.urbanscale.org e leggi la presentazione e i post sul blog che parlano del progetto Perry. Su http://www.riglondon.com c’è qualcosa sulla stampa di giornali personalizzati.

Costruire il prototipo e l’infrastruttura è un bordello. Però poi ricicli l’idea in Nmila altre situazioni.

In realtà si può pensare a una soluzione migliore e più facile da sviluppare: creare schede dei vari luoghi di interesse che siano informative, sintetiche e begli oggetti di design, da distribuire nei punti di contatto tra il turista e la città e inserire in un raccoglitore, pure lui bell’oggetto di design. In questo modo il visitatore costruisce il proprio percorso e a fine viaggio torna a casa con un oggetto ricordo personalizzato.

Il trucco non è realizzare qualcosa di spettacolare, ma qualcosa che il turista possa utilizzare senza pensare.


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