La caduta e il riscatto dei QR Code


L’utilizzo dei QR Code è aumentato di un gozziliardo% dall’ultima volta che avete letto una statistica sull’argomento.
Quindi wow, il mondo ama i QR Codes.

Un aumento di uso da una persona a quindici è un aumento di circa un gozziliardo%, ma sono numeri che rimangono fortemente nel reame dell’irrilevanza.

Quindi?

Quindi Urbanscale e Archirival hanno fatto la cosa più sensata: sono usciti e hanno chiesto alle persone “cos’è questo? come si usa?” mostrando loro un QR Code (sarebbe il caso di farlo anche qui in Italia).

I numeri di Archrival sono più interessanti: la popolazione su cui è stato eseguito il test è più ampia (534 persone) e composta da studenti di vari college, una popolazione statisticamente più “smart” di quella che ci si può aspettare di incontrare in vari angoli di strada a New York. L’81,1% degli studenti possiede uno smartphone e, data la pervasività di Twitter e Facebook, possiamo aspettarci che abbiano un piano dati per connettersi in mobilità. Il target ideale per avere informazioni sulla familiarità con gli smartphone e i QR Code.

I dati rilevanti: solo il 7% circa degli intervistati dal team di Adam Greenfield (due persone su trenta) è stato in grado di utilizzare il QR Code per arrivare alla pagina web a cui puntava. Il 21,5% degli studenti è stato in grado di compiere la stessa operazione (115 su 534). Il punto importante è “è stato in grado di compiere”, indipendentemente dal fatto che avesse interesse o meno nel farlo.

Il dato interessante successivo è quanti degli studenti intendono scansionare un QR Code se se lo trovano davanti. Il 75,7% ha dato una risposta negativa.

Dove sono i problemi? Non tutti possiedono gli strumenti necessari per risolvere un QR Code (smartphone con connessione dati). Di quelli che li possiedono, pochi sanno di che si tratta. Di quelli che sanno di che si tratta, pochi sanno come eseguire l’operazione (questo significa anche sapere di avere bisogno di un’applicazione per leggere il codice).

A complicare ulteriormente le cose per i poveri QR Code c’è il fatto che spesso chi si dà la pena di vedere cosa c’è dietro il codice, si trova davanti un’esperienza deludente, non ottimizzata per un dispositivo mobile, non utile. Insomma una delusione che attacca ai QR Code lo stigma di “non ne vale la pena“.

Ieri sera stavo aspettando di andare a cena con degli amici. Mentre passeggiavo intorno al ristorante mi è caduto l’occhio su un manifesto che pubblicizzava vari spettacoli teatrali. Nel box per Il Nipote Di Rameau c’era un QR Code con scritto piccolo, accanto, di scansionarlo (senza specificare come, con cosa) per vedere il trailer dello spettacolo su Eliseo.tv. Immagino si tratti di questo video.

Ora, perché, in nome del cielo perché dovrei passare tre minuti e trentacinque secondi (ipotizzando uno streaming fluido) al freddo e al gelo, con un telefono in mano a vedere il trailer dello spettacolo? Che me ne viene? E’ una domanda fondamentale: a me come utente, che me ne viene in tasca? E se fosse stato giorno anziché notte: perché passare tre minuti e trentacinque secondi piantato in mezzo a un marciapiede di Via Candia, strada rumorosa, per vedere questo trailer? Che senso ha vederlo in mobilità, legato al luogo fisico in cui è appesa la locandina? Nella speranza di convincermi ad andare a vedere lo spettacolo d’impulso? Eravamo lontani dal Teatro Eliseo, avevamo altri programmi. Che utilità avrei avuto vedendo il trailer in mezzo alla strada?

Immagino la stessa che ho avuto la volta in cui per curiosità ho scansionato un QR Code su una rivista distribuita da Trenitalia su un Frecciarossa. Il QR Code permetteva di “vedere” uno spot di Dolce & Gabbana, disponibile anche su altre piattaforme. Vedere l’ho messo tra virgolette perché provate voi a vedere un video in streaming su un Frecciarossa in viaggio tra Roma e Firenze. Tra una galleria e un salto di cella GSM.

Tutto questo deve fare riflettere.

I QR Code sono inutili? Sicuramente non hanno una grande capacità di provocare un’azione in un utente. Sia perché la maggior parte degli utenti non sanno cosa farci con questi affari, sia perché quelli che lo sanno hanno avuto esperienze deludenti e non vedono perché dovrebbero rifare lo sforzo.

Dove possono avere una grande utilità per l’utente è nella comunicazione diretta tra un oggetto fisico e una macchina, includendo tra le macchine gli smartphone. Oppure nei casi in cui permettono di semplificare veramente la vita degli utenti e non sono semplicemente appiccicati da qualche parte, ma inseriti in una strategia di comunicazione che parte da un sito ottimizzato e arriva a un set di istruzioni semplici da seguire.

Cosa farei io?

In basso a sinistra nelle paline alle fermate degli autobus di Roma è stampato un numero. Un utente può collegarsi ad atacmobile.it, navigare alla pagina coi tempi di attesa degli autobus, inserire questo numero nel form e vedere quanto manca all’arrivo dei vari autobus che sostano a quella fermata (se gli autisti si sono ricordati di accendere il GPS, se il sistema non si perde gli autobus per strada). Guardate la pagina dei tempi di attesa per una fermata vicino al mio ufficio.

C’è un’altra funzione che permette di inserire il numero di una linea, selezionare una fermata e vedere i tempi di attesa per quella fermata.

Un utente smaliziato con questo sistema può selezionare varie fermate, memorizzare le pagine nei preferiti e vedere rapidamente la situazione alle varie fermate che gli interessano.

Come sappiamo dal fatto che la maggior parte degli utenti non usano i preferiti, ma cercano ogni volta su un motore di ricerca i siti a che vogliono visitare (spesso senza nemmeno rendersi conto che stanno effettuando una ricerca), gli utenti smaliziati sono creature mitiche.

Quello che farei io è attaccare due QR Code su ogni palina, uno con l’URL alla pagina dei tempi di attesa in italiano, l’altro con l’URL alla pagina in inglese e attaccherei anche un adesivo con istruzioni semplici nelle due lingue:

Per sapere quando arriverà il prossimo autobus a questa fermata, scarica sul tuo smartphone un’applicazione per leggere i QR Code (esempio1 per iPhone, esempio2 per Android, esempio3 per Blackberry), lancia l’applicazone e inquadra il simbolo che vedi qui accanto. Si aprirà sul tuo browser una pagina coi tempi di attesa.

 Sarebbe anche una bella operazione di guerriglia marketing.

Un’altra cosa che farei, come ho accennato in un altro post, è sfruttare a mio vantaggio il fatto che pochi sanno riconoscere un QR Code e pochi tra chi li riconoscono sono in grado di o interessati a scansionarli. Questo permette di nascondere in bella vista dei punti di accesso a una narrativa segreta.

Voi che fareste, invece?