Vuoi un sito? Te lo regalo! 1


Ci sono questi cartelli dalle parti di casa mia, zona Cornelia – Boccea. So che ce ne sono altri in giro per Roma.


So che state già facendo facile ironia o commenti furenti: dilettanti del web, con questi prezzi ammazzano il mercato eccetera.

Ne ho parlato su Twitter, ottenendo la risposta che immaginavo. Che è la stessa cosa che ho pensato io quando ho visto il cartello per la prima volta. Poi ho iniziato a pensare e vedere le cose da un altro punto di vista.

Come potete vedere, dalla parte inferiore del cartello mancano tutte le linguette coi dati di contatto. Ce n’erano tante. Pensate a quanto può essere costato stampare e attaccare quel cartello. Costi di acquisizione clienti inesistenti, promozione in un mercato iperlocale. Un mercato che è attratto dalla proposta: chiara, diretta, semplice. Un sito a partire da 150 euro.

La zona in cui ho scattato la foto è piena di negozi: abbigliamento, profumerie, pizzerie a taglio, bar, ristoranti. La maggior parte di questi esercizi commerciali può avere bisogno di un sito, ma non ha necessità di qualcosa di complesso, con strumenti per lo shopping online o la gestione di prenotazioni.

Certo, 150 euro sono pochi. Ma che senso ha chiederne tanti a chi non ne ha? A chi non è interessato a qualcosa di più di una vetrina con dati di contatto?
Immagino che chi fa quella proposta si sia fatto i suoi calcoli. Lavori a partire da template standardizzati, abbia industrializzato il processo.

E poi: il web dovrebbe essere democratico. E secondo me ognuno di noi dovrebbe avere il proprio angolo di Internet, che dipenda solo da noi, non da servizi esterni che sembrano gratuiti solo perché gli utenti in realtà non sono clienti, ma sono i prodotti venduti dai siti agli inserzionisti (Facebook, sto guardando te). E’ chiaro che per competere con un servizio che viene percepito come gratuito, il sito personale deve costare pochissimo.

Ma soprattutto, e qui parliamo di affari, cos’è un sito? Dove sta il valore aggiunto da far pagare a un cliente?

Ecco la mia opinione.

Un sito è un contenitore formato da una piattaforma tecnologica che veicola informazioni sotto forma di testi, immagini, video, audio.

Per casi semplici la piattaforma tecnologica è banale. Pensate ai template HTML per siti statici. Ma pensate anche a un CMS come WordPress, un elaborato prodotto software che, di base, just works e si installa con quattro passaggi.

Sapete cosa c’è? Questa piattaforma tecnologica ve la posso pure regalare. Intendo l’installazione della piattaforma sul server. Voi pagate i costi vivi: acquisto del dominio e dello spazio, io vi metto su il sito. Col vostro logo, se avete un logo.

Ma è una scatola vuota. Ci vuole ben altro. Ci vuole un nome accattivante, testi efficaci, una valida architettura delle informazioni. Magari volete una grafica personalizzata, volete modifiche al tema base. E poi serve una strategia per promuovere il sito e una strategia per promuovere la vostra attività attraverso il sito. Integrazione coi social network, attività di SEO.

Quando ho deciso di diventare un freelance ho deciso quali servizi avrei offerto e quali no. Ho deciso che non avrei “fatto” siti. Perché non ne ero capace a livello professionale e non avevo interesse a studiare tutto quello che c’era da studiare per “fare” un sito.
Però io di siti ne ho “fatti” tanti. Questo che state leggendo, tanto per cominciare. Altri per clienti, in cui mi sono occupato di tutto tranne che della parte tecnica e della grafica.

Un sito è una bestia complessa, ma non sempre.

Non è sbagliato in assoluto venderne uno a partire da 150 euro, basta che per chi vende e per chi compra sia chiaro il valore del prodotto venduto a quel prezzo.
Non è sbagliato per le parti in causa e non lo è per gli altri che operano nel mercato.
A partire da questa base, ed è quello che fa chi ha attaccato quei cartelli, si possono proporre altre funzioni, altri servizi, adeguando il prodotto o servizio offerto a quelli che sono i bisogni attuali e in divenire del cliente.

Quindi non c’è problema a offrire un sito a 150, o zero, euro. Un cliente smart si accorgerà presto di aver bisogno di altro. Oppure, che ciò che ha comprato è esattamente ciò che gli serve.


Un commento su “Vuoi un sito? Te lo regalo!

  • Omiga Pun

    Forse sono un po’ fuori tema, ma vorrei segnalare che sussiste anche il problema inverso, cioé agenzie che fanno pagare 10000 euro (e ci riescono!) per siti che valgono poche centinaie di euro.

I commenti sono chiusi.