Tre consigli per un Freelance alla ricerca di nuovi clienti


Mi ha chiamato un’amica, chiedendomi di dare consigli a una sua amica su come allargare il proprio giro di clienti e trovare nuovi lavori.
L’amica dell’amica è una grafica freelance. Dopo aver lavorato in agenzia si è messa in proprio, contando sul flusso di lavoro (e denaro) costante di un grosso cliente. Il cliente ha deciso di dare tutto il lavoro a un’agenzia e lei ora si trova in difficoltà.

Ecco cosa le ho detto.

Ispirandomi a quanto ho scritto la settimana scorsa, le ho suggerito di trovare il modo di industrializzare in qualche modo alcuni dei suoi servizi. Offrire quindi qualche tipo di servizio bene identificato a un costo fisso, basso, secondo termini chiari. Il trucco qui è puntare sulla quantità e sulla velocità, non sulla qualità. Nel senso che il lavoro deve essere sempre di qualità massima, ma deve essere un lavoro semplice per cui è facile avere alta qualità in tempi brevi.

Ecco un esempio concreto di quello che intendo, dopo quello dei siti a partire da 150 euro della settimana scorsa:

http://www.psdtohtmlcss.com/

Cosa fanno le persone che operano questo sito? Si fanno mandare il design di una o più pagine web in psd e le trasformano in css e temi per le maggiori piattaforme di CMS.
Guardate la home page: il titolo è la descrizione del servizio col prezzo. Chiaro, semplice e diretto.
Entrate in Order. Secondo me quello che vedete è bellissimo.
Tre passi. Definite i dettagli: quante pagine? Che output? Nel riquadro a destra vedete immediatamente quanto vi costa e il giorno di consegna stimato. In basso il costo. Poi inviate il PSD, poi pagate.
Fatto. Semplice, chiaro, diretto.

Certo, non è come avere un rapporto diretto con un designer. Ma questo è il contraltare di prezzi bassi ed esecuzione rapida.

Riuscire a industrializzare un processo in questo modo e offrirlo con questa chiarezza di termini aiuta a estendere il parco clienti. Poi magari qualche cliente avrà bisogno di altri interventi, chissà.

Per me questa è una buona strada da seguire. Consiglio di seguirla creando un brand apposito. Non tanto per non far sapere in giro che fate “lavoretti economici”, ma per poter dare forza a quello che fate con questo tipo di approccio. Anche marche di abbigliamento, design, arredamento importanti hanno brand economici. Pret-a-porter vi dice niente?

Il secondo consiglio è quello di collaborare strettamente con altri freelance. Capita a tutti il lavoro che richiede varie professionalità, o quello da consegnare velocemente per cui vi serve un’altra persona con le vostre abilità. Ecco, questo tipo di eventi da occasionali dovrebbero diventare la norma.

Per un cliente il vantaggio di assumere un freelance è che paga solo le competenze che gli servono: un freelance costa meno di un’agenzia. Lo svantaggio è che in caso di progetti complessi il cliente deve trovare vari freelance seri e coordinare il loro lavoro.
Il vantaggio di ricorrere a un’agenzia è che è possibile avere un interlocutore unico che gestisce tutti gli aspetti del progetto per conto proprio.

Allora una mossa intelligente per un freelance è accordarsi con altri colleghi per offrire una gamma di servizi in modo flessibile, mettendo sul piatto i servizi coordinati e completi di un’agenzia, ma a costi minori.
Proporsi come struttura anziché come singolo professionista rassicura il cliente e permette di ottenere lavori per i quali magari il cliente non avrebbe preso in considerazione dei freelance.
Poter affrontare progetti complessi che richiedono varie professionalità aiuta anche a battere la concorrenza di mio-nipote-che-smanetta-con-photoshop.

Il terzo consiglio è vecchio, trito e ritrito, ma vale sempre la pena darlo: fare networking. Possibilmente più offline che online.
Non aspettatevi di essere sommersi di lavoro alla vostra prima uscita sociale. E’ praticamente certo che la maggior parte della gente sia lì con il vostro stesso obiettivo: ottenere lavoro, non darlo. Ma farvi conoscere in giro, sapere che aria tira, chi è affidabile e chi vende aria fritta aiuta molto in questo mestiere. Magari non troverete lavoro, ma scoprirete a chi è meglio dire di no quando viene a offrirvene uno.

Questi sono consigli generali, poi vedete cosa funziona per voi.
Per esempio per me non ha senso cercare industrializzare il lavoro di copy o quello di strategia, non si può fare.
Quanto al networking, io sono una di quelle persone che una volta si definivano timide, ora “asperger tipo Sheldon di Big Bang Theory” (ma io sono più tipo Leonard), quindi per me infilarmi nella folla e socializzare è sempre molto faticoso. L’ho fatto poche volte e, per fortuna, sempre trovando belle persone e stringendo amicizie importanti. Ma non mi chiedete di presenziare a ogni aperitivo/presentazione/incontro coi blogger/evento.

Buona fortuna.