Klout è il MySpace della misurazione dell’influenza online


Pare che nel meraviglioso mondo del marketing in questo finale d’estate Klout si sia ritagliato uno spazio.

Klout è un servizio che sostiene di poter misurare l’influenza online delle persone.
Siccome qui (mio dio, mio dio) stiamo ancora agli eventi coi blogger e ai post marketta, aziende e agenzie vogliono assicurarsi i servizi degli influencer e Klout dovrebbe aiutare a individuarli. Ma soprattutto, siccome ci si diverte un sacco a giocare a chi ce l’ha più lungo, digitalmente parlando, misurarsi e confrontare il valore di Klout è diventato il giochino dell’estate.

Negli ultimi giorni sono stati pubblicati parecchi articoli sul tema. Non vi elenco quelli che criticano il servizio perché potete trovarveli da soli. Non vi elenco quelli che ne danno una lettura positiva perché secondo me Klout in sé non ha niente di positivo.
Ma seriamente, cercate, leggete, pensate.

Io personalmente mi riconosco completamente nella posizione espressa da Randall Munroe di XKCD

E infatti ho deciso di usare la funzione di opt out per cancellare il mio account. Potete farlo anche voi visitando klout.com/corp/optout (se avete un account Twitter, Klout vi misura automaticamente il valore di influenza, anche se non siete iscritti al servizio. Per questo serve l’opt out).

Pensavo fosse finita qui, ma un amico non mi ha inviato un’email la scorsa settimana, da cui cito questo passaggio:

Michael Arrington (TehcCrunch) si dilunga sui motivi per cui prima sbeffeggiava Klout e invece ora è uno dei finanziatori:

http://uncrunched.com/2012/08/16/why-i-changed-my-mind-on-klout-and-invested/

Vale sempre la pena riflettere su ciò che scrive Arrington. Le sue argomentazioni, per me, non sono convincenti e i miei dubbi rimangono tutti. Non sono il solo, leggete anche i commenti all’articolo.

Quindi, ecco cosa ho risposto al mio amico. Vi metto in grassetto la parte rilevante. Ho inserito anche delle note a piè di pagina. Un po’ perché da accanito lettore di Terry Pratchett mi piacciono le note a pie’ di pagina, un po’ perché alcune parti del discorso sono state poi approfondite su altri canali.

Klout è sbagliato dal punto di vista scientifico. Misura mele, pere e banane e poi riassume tutto in un numero singolo.

Che abbia problemi si capisce dal fatto che Seth Godin ha klout zero. Basta questo, no? 🙂

Poi, ora i critici saranno contenti di vedere che Obama ha un valore più alto di Bieber, ma cosa stanno misurando? Qual è lo scopo*? Perché alla fine parliamo di marketing. Se Obama twitta che consiglia ai suoi follower di comprare le infradito X, la sua carriera è finita. Se lo fa Beiber, il produttore delle infradito X ha vinto 🙂 allora chi è più influente per gli scopi dei clienti di Klout**?

Ancora: al momento Klout analizza una serie di canali, ma lascia fuori quello che potrebbe essere (spesso ancora è) quello più importante, il blog self hosted. Inoltre trascura canali secondari importanti dei social monitorati, le cerchie ristrette di google+ e i gruppi e le pagine facebook, nei quali avviene la maggior parte delle discussioni influenti.

Infine, considerazione empirica e personale, Klout mi considera influencer su temi che sto ancora studiando e di persone che so per certo che non mi cagano 😀

Io capisco perché si sente la necessità di uno strumento di misura dell’influenza. E secondo me chi farà i veri soldi sarà chi si inventerà la versione 2 di Klout. Per me Klout è il MySpace di questo settore: smuove le acque e dimostra che c’è mercato. Il successo lo avrà il Facebook che verrà dopo, in grado di tirare fuori un’analisi multidimensionale contro quella metodologicamente e logicamente sbagliata che vediamo ora.

Oggi ho scoperto che Brian Solis aveva già affrontato l’argomento. Questo articolo di TechCrunch riassume il suo pensiero, con qualche commento. Qui sotto vi inserisco la sua presentazione. Direi che è ancora attuale.

E voi quanto ce l’avete lungo il Klout? Io ho fatto opt out, quindi non partecipo al giochino 🙂 Vi cancellerete anche voi?

* Qual è lo scopo è la domanda fondamentale. Skande si è scomodato a compilare una lista degli influencer italiani secondo i dati di Klout. Ma chi influenzano queste persone? Se lavorate nel marketing digitale, o se siete nei circoli digitali giusti, è probabile che riconosciate molti nomi e che, effettivamente, per voi le loro opinioni contino. Ma al di fuori di questi ambienti, chi le conosce queste persone?
** Una massima del marketing è “se non stai pagando il servizio, allora il prodotto sei tu“. I clienti di Klout non sono gli utenti che aggiungono account su account a quelli monitorati dal servizio per misurare la propria influenza. Sono le agenzie a cui Klout vende i dati forniti dagli utenti. Ovviamente questo è vero anche per Google, Facebook, Twitter…