Perché è necessario un hub per le vostre comunicazioni digitali


Ci sono momenti in cui il mondo vi manda segnali. Coglieteli e vi semplificherete la vita.
I segnali recenti puntano tutti a una conclusione: esistono numerose piattaforme per comunicare online, ciascuna con le sue specifiche caratteristiche e adatta a raggiungere specifici scopi. Ma è folle non raccogliere tutto il materiale disseminato sulle varie piattaforme in un unico hub: un sito, sottodominio, sezione di sito ospitato su uno spazio web di proprietà e sotto il nostro controllo.
La distinzione tra canali owned, earned e paid ha senso anche in questo discorso.

Vediamo i segnali.
Mi sono sposato. La settimana scorsa il fotografo mi ha consegnato il DVD con le foto, consigliandomi di stampare quelle a cui teniamo di più: “Le foto della cena con gli amici potete pure tenerle sull’hard disk o DVD e correre il rischio, ma questo è un momento importante, scegliete le foto che vi piacciono di più e stampatele. Le stampe si conservano meglio.”

Se avesse letto questo mio articolo, avrebbe saputo che stava sfondando una porta aperta.

Un altro segnale arriva da GigaOm: The Disappeareing web: Information decay is eating away our history. Il titolo dice tutto, no?

The ability to distribute real-time information through social networks like Twitter is a powerful thing, but a new study points out that one of the downsides of this phenomenon is the fact that much of the content that gets linked to eventually disappears.

Se avete provato a ritrovare un link in un vostro vecchio tweet o status di Facebook (o un vostro tweet o status molto vecchio), sapete di che sto parlando. E se ritrovate il link, è possibile che il sito o la pagina linkata siano stati cancellati. E non sempre l’Internet Archive vi può aiutare.

Le piattaforme che usiamo per memorizzare eventi e informazioni importanti non garantiscono una conservazione a lungo termine.
Pensate a trunk.ly, un servizio che collezionava automaticamente i link inseriti nei tweet e permetteva di taggarli, catalogarli, conservarli, condividerli. E’ stato acquistato ed è sparito dalla rete, insieme al suo database e tutti i dati che c’erano dentro.

Pensate a IFTTT, che fino a qualche giorno fa poteva essere usato per creare automaticamente una copia dei vostri tweet per facilitarne la conservazione e ora non può più (per inciso, IFTTT sta cercando di salvarsi la faccia comunicando questa decisione dopo la modifica delle regole d’uso delle API di Twitter, ma le violava anche prima).

Pensate a Storify, che è a rischio pure lui.

Ma pensate anche a Geocities e agli altri primi fornitori di spazio web gratuito, spariti insieme ai primi esempi di siti personali.

Abbiamo a disposizione sempre più strumenti per instaurare un rapporto rilevante ed efficace, ciascuno adatto a uno scopo, ciascuno con le sue caratteristiche e in grado di supportare una comunicazione autonoma.
Ogni filone di comunicazione e ogni obiettivo possono essere autonomi, ma se un utente volesse avere una visione d’insieme su tutto il progetto comunicativo, dobbiamo semplificargli la vita e fornirgli noi un punto di aggregazione.

Conservare tutto lo storytelling aziendale in uno spazio di proprietà permette di raccontare, conservare, trasmettere, recuperare le storie (gli spot, i traguardi), indipendentemente dalle sorti delle piattaforme su cui si è articolata la narrazione.

Nonostante gli utenti siano sempre più abituati a seguire un brand su canali diversi, per sapere di più sull’azienda e i suoi prodotti visitano comunque il sito aziendale.

Infine, come illustra l’ultimo rapporto Nielsen sulla spesa pubblicitaria, nel semestre gennaio – giugno 2012 gli investimenti sono crollati su tutti i canali, con variazioni che vanno dal -5,5% della radio al -21,9% del cinema rispetto allo stesso periodo del 2011. Unico canale in crescita è Internet, con un +11,2%.
Rischiare di perdere un investimento a causa dell’acquisizione di una piattaforma, della chiusura di un’altra o della variazione dei termini d’uso di un’altra ancora è, semplicemente, inaccettabile.

Tutto questo è importante da un punto di vista culturale, sociale, storico. Ma è importante anche per noi che lanciamo e gestiamo campagne marketing.
Il miglior sistema per assicurarci di poter conservare i frutti del nostro lavoro è quello di aggregare materiali e contenuti su uno spazio web di nostra proprietà. E, ovviamente, fare dei backup.
Il miglior sistema che ha un’azienda per conservare la sua storia e il frutto dei suoi investimenti è dire “sì, grazie” alla proposta di un hub.