L’Aquila: storici dell’arte e ricostruzione civile


Lo scorso 5 maggio si è tenuto a L’Aquila un incontro di storici dell’arte e altri cittadini interessati alle sorti della città abruzzese.

Come ha spiegato lo storico dell’arte Tomaso Montanari nella presentazione dell’iniziativa da lui ideata, lo scopo dell’incontro era vedere con i propri occhi la situazione. Una situazione che non è solo fatta di distruzione, a quattro anni dal terremoto il centro è ancora in rovina, ma pure di silenzio: il silenzio di una città abbandonata, una città senza cittadini.

Città abbandonata, città senza cittadini e cittadini senza città sono concetti importanti: perché è evidente che città e cittadini sono legati e l’una non può esistere senza gli altri e viceversa. La città non è solo l’agglomerato di case in cui si vive, è l’insieme di abitazioni e luoghi e spazi pubblici: la piazze, le strade, i giardini, le facciate e gli interni dei palazzi. E’ il tessuto urbano. che è quello che “crea” i cittadini e dà loro un’identità.

Alla visita alla città è seguito un incontro in cui sono stati affrontati temi di storia dell’arte, ricostruzione, impegno civile.

Vi invito a leggere il racconto della giornata fatto da Storie dell’Arte.
Se avete poco tempo, per lo meno ascoltate il discorso di Salvatore Settis.

Ultima considerazione prima di lasciarvi allo storify: che c’entra tutto questo con un’agenzia di comunicazioni digitali come Webside?
C’entra, perché i cittadini sono i destinatari, e oggi anche i creatori, della comunicazione -digitale o analogica – e c’entra perché, come sapete, la città è un argomento che mi appassiona.
E perché la cultura e l’impegno civile sono ottime ragioni senza bisogno di altre considerazioni.