Transmedia storytelling: Corrado Peperoni intervista Davide Tosco, multiplatform creative producer di Transiti


transiti_raitreTransiti è un progetto transmediale realizzato dalla RAI con la direzione artistica di Davide Tosco che racconta difficoltà, paure e speranze di chi affronta il percorso che lo porterà alla conversione chirurgica del proprio sesso.

Corrado Peperoni è uno studioso di narrazione transmediale che cura un blog di estremo interesse dedicato a transmedia e crossmedia.

Corrado ha appena pubblicato la prima parte di un’intervista a Davide Tosco. Nell’intervista vengono date un po’ di definizioni e fatti un po’ di esempi di tecniche e progetti narrativi transmediali e crossmediali.

L’intervista è estremamente interessante.
Ecco un po’ di passaggi significativi:

Sulle definizioni di transmedia e crossmedia:

Credo che la differenza sostanziale sia in qualche modo relazionabile all’idea di progressione narrativa. Per come la vedo io, se racconto una storia e la sua evoluzione progredisce da un media ad un altro sono transmedia, se arricchisco un contenuto principale di versioni/varianti dello stesso, adattate per piattaforme differenti, sono crossmedia.

Sullo stato di transmedia e crossmedia in Italia (che è più avanti di quanto crediate):

La questione è che qui in Italia la ricerca e la riflessione sia in ambito accademico che nel mondo del marketing (purtroppo non in ambito televisivo) è molto avanti ma ancora non abbiamo visto (ma probabilmente me le sono perse) implementazioni eclatanti.
Curioso è osservare che quando si è trattato di sviluppi importanti per quel che riguarda la partecipazione del pubblico vi è spesso stato un elemento casuale, incontrollato. Questo dimostra palesemente quanto determinante sia quella collective intelligence (Pierre Levy) che si esplicita imprevedibilmente e che determina il successo ma anche l’ampliamento, la condivisione e trasformazione di un racconto.

Sul futuro, ancora tutto da scrivere, di queste tecniche di narrazione:

Quello che trovo affascinante è che siamo di fronte ad un territorio ancora in parte inesplorato, le potenzialità sono evidenti, le competenze cominciano a consolidarsi; nuovi linguaggi verranno sicuramente forgiati così come nuovi comportamenti (che in parte appartengono già al mondo dei nativi digitali – capaci di fruire contemporaneamente di input mediatici simultanei). Gli investimenti principali in questo ambito specifico provengono sempre più spesso da operazioni pubblicitarie.

Il testo completo dell’intervista lo trovate qui.